Sorseggio acqua calda, non bollente, aromatizzata da una miscela di erbe e frutta essicate provenienti da ogni parte del mondo. Tutto ciò è triste, ma al tempo stesso estremamente decadente.
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by Limo
Mi piacerebbe sapere, al di là delle valide motivazioni per aver cambiato il font, perché l'Ikea mi recapiti il catalogo nella posta "fisica". Si sono dati alla vendita per corrispondenza?
Non mi potete mandare un'email o mettere un link sulla porta del palazzo che poi me lo scarico da solo? Un po' di rispetto per l'ambiente! (E per me.)
Non mi potete mandare un'email o mettere un link sulla porta del palazzo che poi me lo scarico da solo? Un po' di rispetto per l'ambiente! (E per me.)
by Limo
Prendo spunto da questo articolo (condito da eccessiva nostalgia per essere stato scritto da un ragazzo di 31 anni a dir la verità) di Giacomo Dotta, e in particolare una frase:
Mi viene da pensare a quanto, in fondo, un social network sia umano: non credo esistano molti mezzi di comunicazione che ci permettono di poter calibrare il tempo e le energie che si dedicano a una nuova amicizia in maniera tanto precisa.
Ancora meglio: un'amicizia che continua su un social network può essere a tutti gli effetti un prolungamento delle intenzioni espresse o covate nell'animo durante la (sempre troppo breve) vacanza. Nel caso di "amore estivo" può per esempio continuare il corteggiamento: in spiaggia con abbronzatura e conversazione, a distanza con invio di messaggi, foto, video, link.
L'amicizia viene sviluppata in maniera interessante e richiede un certo impegno sotto il profilo intellettuale.
Chiusa che mi riporta sulla Terra: certo, se la cotta estiva era mirata a "concludere", che me ne faccio del tuo contatto "social"?
Un'amicizia su Facebook è poco impegnativa: scompare quando meglio si preferisce, è discreta, solida quanto si desidera.
Mi viene da pensare a quanto, in fondo, un social network sia umano: non credo esistano molti mezzi di comunicazione che ci permettono di poter calibrare il tempo e le energie che si dedicano a una nuova amicizia in maniera tanto precisa.
Ancora meglio: un'amicizia che continua su un social network può essere a tutti gli effetti un prolungamento delle intenzioni espresse o covate nell'animo durante la (sempre troppo breve) vacanza. Nel caso di "amore estivo" può per esempio continuare il corteggiamento: in spiaggia con abbronzatura e conversazione, a distanza con invio di messaggi, foto, video, link.
L'amicizia viene sviluppata in maniera interessante e richiede un certo impegno sotto il profilo intellettuale.
Chiusa che mi riporta sulla Terra: certo, se la cotta estiva era mirata a "concludere", che me ne faccio del tuo contatto "social"?
by Limo
Oggi, come molti concittadini milanesi, sono rientrato in ufficio. Avevo scommesso (con me stesso) che avrei visto un gran numero di colleghi vestiti di bianco, pronti a sottolineare in questo modo la propria abbronzatura estiva nel modo più semplice possibile. Mi sono sbagliato.
by Limo
Io non ho niente contro i turchi che desiderano ardentemente "entrare in Europa", figuriamoci contro gli islandesi.
Ma davvero, perchè dovrebbe essere possibile e auspicabile? Davvero l'Islanda, come la Turchia del resto, non hanno nulla a spartire con l'identità europea degli ultimi secoli.
Quindi, cari amici isolani e medio-orientali, non abbiatevene a male, ma rimaniamo anche solo in rapporti d'affari che non ci stiamo male.
Ma davvero, perchè dovrebbe essere possibile e auspicabile? Davvero l'Islanda, come la Turchia del resto, non hanno nulla a spartire con l'identità europea degli ultimi secoli.
Quindi, cari amici isolani e medio-orientali, non abbiatevene a male, ma rimaniamo anche solo in rapporti d'affari che non ci stiamo male.
by Limo
... per questo spazio sul web un'idea, un obiettivo, una passione, una strada da intraprendere con tutto il mio entusiasmo.
Consigli?
Consigli?
by Limo
by Limo
Gheddafi parla all'Università La Sapienza di Roma. Stop.
Il Rettore dichiara di aver ricevuto, dagli oltre 4.500 professori associati, 4 (quattro!) blande e-mail di dissenso. Stop.
Nel gennaio 2007 67 professori hanno protestato pubblicamente, con una lettera aperta al Rettore, contro l'intervento di Papa Benedetto XVI. Stop.
Che grande Paese. Stop.
Link. Stop.
Il Rettore dichiara di aver ricevuto, dagli oltre 4.500 professori associati, 4 (quattro!) blande e-mail di dissenso. Stop.
Nel gennaio 2007 67 professori hanno protestato pubblicamente, con una lettera aperta al Rettore, contro l'intervento di Papa Benedetto XVI. Stop.
Che grande Paese. Stop.
Link. Stop.
by Limo
Alle volte la gente non si accorge di dire una cosa e di smentirla dopo pochi secondi.
Oggi solito discorso: i ragazzi di oggi non sanno più fare niente. È vero, perché negarlo? Però subito dopo continuano: io, quando sono uscita di casa, ho dovuto arrangiarmi a 20 anni oppure io, quando mia madre è mancata, mi sono data da fare per imparare a mandare avanti la casa.
Tutto nobile, per carità. Però... se hai dovuto darti da fare quando ti è mancato il sostegno, vuol dire che prima non eri capace di far niente. Proprio come i ragazzi di oggi, con la differenza che a loro non manca il sostegno. Quando toccherà a loro sapranno cavarsela. Proprio come hai fatto tu che te la meni e come hanno fatto i nostri genitori.
Mettendogliela in quel posto a tutti quelli che gli (e ci) vogliono male.
Oggi solito discorso: i ragazzi di oggi non sanno più fare niente. È vero, perché negarlo? Però subito dopo continuano: io, quando sono uscita di casa, ho dovuto arrangiarmi a 20 anni oppure io, quando mia madre è mancata, mi sono data da fare per imparare a mandare avanti la casa.
Tutto nobile, per carità. Però... se hai dovuto darti da fare quando ti è mancato il sostegno, vuol dire che prima non eri capace di far niente. Proprio come i ragazzi di oggi, con la differenza che a loro non manca il sostegno. Quando toccherà a loro sapranno cavarsela. Proprio come hai fatto tu che te la meni e come hanno fatto i nostri genitori.
Mettendogliela in quel posto a tutti quelli che gli (e ci) vogliono male.
by Limo
Mi rivedo nella foto scattate il giorno precedente. E sono bianco, bianco, bianchissimo; di un bianco accecante; di un bianco deprimente; di un bianco da agiato-fortunato occidentale; di un bianco impiegatizio; di un bianco quasi snob. Devo prendermi così, per quello che sono. Anzi no, posso essere diverso. Posso… diciamo potrei.
by Limo
Ritorno in Sardegna; scendo dalla nave e subito mi trovo “schiacciato” dal sole. E tutto intorno a me, che da sempre è sottomesso all’imperatore del cielo, si è adattato alla vita isolana: piante grassissime, tetti inesistenti, nessun uomo a capo scoperto per la via. Ma una familiarità inconsueta mi ha attraversato la mente e ha guidato le mie mani sul volante, dotandole di una naturalezza inaspettata. Forza dell’essere in vacanza?
E poi via, a toccare la sabbia della spiaggia con i piedi nudi, a fissare l’azzurro del mare senza fine, con poche onde e tanto sentimento, con pochi e fedeli e teutonici bagnanti a fissare, come me, come noi, la cornice dell’immenso. Perché il vero senso del mare lo capiscono in pochi e noi non siamo tra essi.
Un paio d’orette di sonno sotto il sole. Subito dopo una visita veloce a comprare della frutta vera, abbandonando per un attimo il rassicurante splendore plasticoso del supermercato cittadino, accorgendosi di non avere fame, di essersi nutriti di cielo di mare e di sole.
Al ritorno in spiaggia si cammina: metri di sabbia rovente e desolata e selvaggia, protetti da una sottile e invisibile pellicola tecnologica dai raggi violenti e velenosi dell’astro rovente. Si cammina, si chiacchiera, ci si tiene per mano.
Come al solito mi sono portato le scorte di riviste, libri, ritagli di giornale, acquisti impulsivi e scelte ragionate, in un mescolarsi frenetico e fluido di stimoli a riflettere, a conoscere, ad approfondire. Un insulso articolo sui Ramones della rivoluzione punk del magazine musicale per eccellenza, RS, si alterna a un nemmeno troppo impegnativo Dostoevskij – potete essere sicuri che non menta perché come avrei potuto scriverne correttamente il nome senza averlo letto dal dorso del libro stesso? – fino ad arrivare all’ennesimo, estenuante e inutile articolo sul Venerdì di Repubblica sul dualismo Coppi Vs. Bartali.
Dimentico qualcosa? Lei? Serve davvero che ne parli? Lei è sempre lì, promotrice e compagna di ogni viaggio, di ogni pensiero, di ogni ragionamento ad alta voce. La mia cara valletta, collega e padrona. La mia fonte e causa di piacere, fisico e filosofico. Non parlerei di tutte queste cose senza di lei, perché non potrei viverle. Parlerei delle brutture dell’Italia, di un inutile rimescolio di parole su un dualismo bi-partitico che tutti invochiamo ma che in fondo in fondo ci stanca dopo il primo giro di giostra. Scriverei male, con frasi sconnesse, non fluide. Scriverei a fatica, non una pagina al minuto. Farei fatica a respirare senza il suo sguardo che mi insegue per le stanze, per i corridoi, per i saloni, per la spiaggia, sul sedile dell’automobile. Ovunque. E per sempre.
E poi via, a toccare la sabbia della spiaggia con i piedi nudi, a fissare l’azzurro del mare senza fine, con poche onde e tanto sentimento, con pochi e fedeli e teutonici bagnanti a fissare, come me, come noi, la cornice dell’immenso. Perché il vero senso del mare lo capiscono in pochi e noi non siamo tra essi.
Un paio d’orette di sonno sotto il sole. Subito dopo una visita veloce a comprare della frutta vera, abbandonando per un attimo il rassicurante splendore plasticoso del supermercato cittadino, accorgendosi di non avere fame, di essersi nutriti di cielo di mare e di sole.
Al ritorno in spiaggia si cammina: metri di sabbia rovente e desolata e selvaggia, protetti da una sottile e invisibile pellicola tecnologica dai raggi violenti e velenosi dell’astro rovente. Si cammina, si chiacchiera, ci si tiene per mano.
Come al solito mi sono portato le scorte di riviste, libri, ritagli di giornale, acquisti impulsivi e scelte ragionate, in un mescolarsi frenetico e fluido di stimoli a riflettere, a conoscere, ad approfondire. Un insulso articolo sui Ramones della rivoluzione punk del magazine musicale per eccellenza, RS, si alterna a un nemmeno troppo impegnativo Dostoevskij – potete essere sicuri che non menta perché come avrei potuto scriverne correttamente il nome senza averlo letto dal dorso del libro stesso? – fino ad arrivare all’ennesimo, estenuante e inutile articolo sul Venerdì di Repubblica sul dualismo Coppi Vs. Bartali.
Dimentico qualcosa? Lei? Serve davvero che ne parli? Lei è sempre lì, promotrice e compagna di ogni viaggio, di ogni pensiero, di ogni ragionamento ad alta voce. La mia cara valletta, collega e padrona. La mia fonte e causa di piacere, fisico e filosofico. Non parlerei di tutte queste cose senza di lei, perché non potrei viverle. Parlerei delle brutture dell’Italia, di un inutile rimescolio di parole su un dualismo bi-partitico che tutti invochiamo ma che in fondo in fondo ci stanca dopo il primo giro di giostra. Scriverei male, con frasi sconnesse, non fluide. Scriverei a fatica, non una pagina al minuto. Farei fatica a respirare senza il suo sguardo che mi insegue per le stanze, per i corridoi, per i saloni, per la spiaggia, sul sedile dell’automobile. Ovunque. E per sempre.
by Limo
Leggere mi piace molto, più di guardare la televisione, ma forse meno di navigare in rete (anche se anche sul web alla fine per la maggior parte del tempo leggo, non guardo immagini o ascolto suoni).
Il problema è che posso leggere solo di giorno, alla luce del sole. Perché la lettura serale/notturna, immerso in una stanza buia illuminata solo dalla luce morbida e confidenziale di una lampadina, mi accompagna troppo rapidamente verso il mondo delle tenebre del sonno (le chiamo tenebre perché tendenzialmente il mio sonno è continuo, profondo e senza sogni che riafforano al ricordo la mattina dopo).
Il problema è che posso leggere solo di giorno, alla luce del sole. Perché la lettura serale/notturna, immerso in una stanza buia illuminata solo dalla luce morbida e confidenziale di una lampadina, mi accompagna troppo rapidamente verso il mondo delle tenebre del sonno (le chiamo tenebre perché tendenzialmente il mio sonno è continuo, profondo e senza sogni che riafforano al ricordo la mattina dopo).
by Limo
È che a dir le cose come stanno, che sono molto semplici e lineari, alle volte si fa la figura degli imbecilli:
Perché quello che più fa imbizzarrire è che un discorso pacato e (quasi completamente) politicamente e storicamente corretto (seppur di plastica e inutile come tutte le parole che si dicono in queste occasioni) come quello tenuto dal Silvio Berlusconi a Onna in occasione del 25 aprile, debba essere insozzato con piccoli germi di polemica gratuita e accessoria.
Perché? Qual è il vero motivo?
E con rispetto dobbiamo ricordare oggi tutti i caduti, anche quelli che hanno combattuto dalla parte sbagliata sacrificando in buona fede la propria vita ai propri ideali e ad una causa già perduta. [*]Io lo dicevo da tempo che i carcerieri dei campi di concentramento nazisti non andavano criminalizzati solo perché hanno avuto la sfortuna di nascere dalla "parte sbagliata". E che diavolo!
Perché quello che più fa imbizzarrire è che un discorso pacato e (quasi completamente) politicamente e storicamente corretto (seppur di plastica e inutile come tutte le parole che si dicono in queste occasioni) come quello tenuto dal Silvio Berlusconi a Onna in occasione del 25 aprile, debba essere insozzato con piccoli germi di polemica gratuita e accessoria.
Perché? Qual è il vero motivo?
by Limo
Io non sto con nessuno per principio. Semplicemente non seguo o sostengo personaggi pubblici che si dimostrano inetti o truffatori (con i fatti o le parole).
Quando però, come ieri sera, mi ritrovo a guardare AnnoZero e non riuscire a sostenere le ragioni - futili, futilissime, esageratamente maliziose e tendenziose - di Santoro (tranne l'intro della puntata), Travaglio, Vauro, della Guzzanti, mi trovo in imbarazzo.
Mi trovo nell'imbarazzo di constatare che la persona più equilibrata e con le parole più intelligenti in bocca in tutto lo studio televisivo era Maurizio Belpietro.
Quando però, come ieri sera, mi ritrovo a guardare AnnoZero e non riuscire a sostenere le ragioni - futili, futilissime, esageratamente maliziose e tendenziose - di Santoro (tranne l'intro della puntata), Travaglio, Vauro, della Guzzanti, mi trovo in imbarazzo.
Mi trovo nell'imbarazzo di constatare che la persona più equilibrata e con le parole più intelligenti in bocca in tutto lo studio televisivo era Maurizio Belpietro.
by Limo
Ho vissuto buona parte della mia vita lontano dalla città e dai mezzi pubblici (provincia motorizzata!), quindi mi stupisce sempre un po' l'affetto e la familiarità con la quale a Milano ci si rivolge alle linee di tram, bus e metropolitana. Nelle parole vengono quasi trasfigurati in uomini e donne.
Come una vecchia zia la 75 è sempre in ritardo; come un'amica un po' libertina la 90 la frequentano spesso brutti ceffi; come un amico in vacanza in tenda la 23 quanto è sporca; come un compagno di squadra io vado sempre con la rossa; come la nostra ragazza la verde è sempre in restauro.
Com'è il vostro rapporto con i mezzi pubblici? Amore o odio?
Come una vecchia zia la 75 è sempre in ritardo; come un'amica un po' libertina la 90 la frequentano spesso brutti ceffi; come un amico in vacanza in tenda la 23 quanto è sporca; come un compagno di squadra io vado sempre con la rossa; come la nostra ragazza la verde è sempre in restauro.
Com'è il vostro rapporto con i mezzi pubblici? Amore o odio?
by Limo
Mi sono bloccato, stupito e ancora una volta nostalgico di un tempo che non ho vissuto, sentendo parlare Mauro Pagani a Deejay chiama Italia.
L'ex-componente della PFM era invitato in trasmissione in occasione dell'uscita del suo primo romanzo ambientato negli anni '70, Foto di gruppo con chitarrista: tra una banalità e l'altra se ne esce con questa frase che secondo me c'entra in pieno il punto del problema dei nostri anni:
L'ex-componente della PFM era invitato in trasmissione in occasione dell'uscita del suo primo romanzo ambientato negli anni '70, Foto di gruppo con chitarrista: tra una banalità e l'altra se ne esce con questa frase che secondo me c'entra in pieno il punto del problema dei nostri anni:
[Negli anni '70 c'erano] milioni di ragazzi capaci di concepire sogni collettivi e non sogni individuali.Qualcuno mi costruisce una macchina del tempo? Non ne posso più di vivere in questi tempi cinici e senza sogni...
by Limo
Lo so, non sono il primo a continuare a vederla così, ma quando ti passa di fronte un esempio lampante, il pensiero sprizza fuori naturalmente.
Succede che passano di fronte al mio "angolino di lavoro" due amiche: una in versione "riunione", un'altra in versione "è un giorno in cui devo sudare sangue al computer".
Conoscendole bene, ero conscio del fatto che fossero due splendidi esempli di donna intelligente, ma la sensazione che una valesse più dell'altra è scaturita candidamente (facendomene quasi vergognare).
by Limo
In fondo il mondo è bello perché è... semplice. O meglio. Se trovare le soluzioni non è semplice, è facilissimo trovarne la causa. Gli uomini sono dei pirla.
by Limo
"Quel che complica tutto è che la maggior parte dei bambini fanno i bambini, e quasi tutti gli adulti giocano agli adulti. È una cosa molto difficile da valutare, l'età. Capisci?".
(Daniel Pennac - Signori Bambini - Capitolo I: Il tema - 4)
Ogni giorno vediamo concretizzata questa considerazione che a prima vista lascia un po' interdetti. Io stesso alle volte mi sento (e mi piace giocarci) di stare recitando una parte: di volta in volta l'adulto, il bambino, il collega, il capo, il consigliere, il giocoliere, il musicista, il subordinato. Sono parti che mi spettano, come diritto e come dovere. E non mi dispiacciono affatto.
by Limo
Mi chiedo, molto semplicemente: perché tutte le scatolette "classiche" (fagioli, fagiolini, mais, etc...) si riescono a mettere una sopra l'altra e si incastrano perfettamente tra loro, mentre la scatoletta per antonomasia, cioè quella del tonno, deve dare un sacco di problemi?
Uff...
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