by Limo

Ieri prima sgambata "invernale" al parco. Ho sempre preferito ascoltare interi album mentre mi alleno (!), con le loro pause, i lenti, i pezzi veloci, le canzoni belle e le canzoni brutte.
Ora vedrò di formare qualche playlist rock, pop, metal e quant'altro mi capiterà di ascoltare. Cominciamo con le prime perle rock.
Altri pezzi dell'album sono in fase di valutazione.
by Limo
Il luogo comune trito e ritrito (e fa ridere, perché anche queste stesse espressioni per descriverlo lo sono) sulla classe dirigente anziana, anzianissima che tiene in mano i piani alti di qualsiasi aspetto della vita sociale, politica, economica e culturale in Italia si potrebbe riproporre pari pari sul versante musicale.
Esempio lampante è il consueto concerto di ieri del Primo Maggio. Non l'ho seguito estesamente, ma l'ora di cena accompagnato dal supergruppo Afterhours-Marlene Kuntz-Subsonica mi è stata particolarmente indigesta.
Spiace dirlo, ma i fastidiosi e irrispettosi cori inneggianti a Vasco Rossi che hanno disturbato questa mezz'oretta di spettacolo erano... del tutto giustificati. Perché queste aspiranti (medio-) nuove leve non sono all'altezza: suonano male, cantano male, non fanno spettacolo, si trincerano dietro chitarre ingombranti e vistose, si fanno accompagnare da musicisti con archi fuori posto e ridondanti, ma soprattutto annoiano e non convincono.
by Limo
Vince Sanremo dopo aver vinto Amici. Cioè, con parole semplici tanto per chiarirsi, le 2 trasmissioni televisive musicali più importanti per il duopolio Mediaset e Rai.
Questo significa, o dovrebbe significare, che Marco Carta è il re della cultura popolare, del gossip, delle interviste, ambito dalle donne, con copertine dei settimanali, conosciuto da tutti, etc...
Per dire, Giusy Ferreri sapevano tutti chi era dopo qualche settimana che aveva vinto X Factor e avevano iniziato a trasmettere il suo pezzo. E tutti la conoscono tuttora.
Marco Carta lunedì ha sceso la scalinata di Sanremo da perfetto sconociuto e senza essere considerato minimamente per la vittoria finale.
Tutto questo per ricordarmi che ora non è più nemmeno la televisione a creare i personaggi: li crea ad uso e consumo di se stessa ma non delle masse di italiani meno attenti. Quindi la televisione non è più POP?
by Limo
Ogni tanto, quando riprendo in mano l'ormai impolverata 6-corde, mi riprende la voglia di mettermi lì e mettere insieme qualche suono e qualche parola.
Poi guardo il mio computer, che straborda di dischi e canzoni poco o mai ascoltate, e mi chiedo che senso abbia, ormai, mettersi lì a scrivere della pessima musica. Ne abbiamo già molta: un bel po' buona e un bel po' di più che vira al pessimo o che si discosta dai miei gusti personali.
Perché dovrei aggiungere la mia voce stonata e le mie dita tremolanti a questo gran chiasso planetario? Esatto, dovrei aver qualcosa da dire. Ma sono pensieri di un attimo. Non so quanto valga la pena fissarli su un pentagramma.
by Limo
Francesco Guccini da Pavana. Un uomo e un amico riaffiorato a giorni alterni nei giorni della mia vita: una frase, un motivetto, una parola, un atteggiamento che ritornano sporadici in un istante istantaneo.
Ieri sera al Datchforum ho assistito al suo concerto, alla celebrazione della sua storia, della sua tradizione, tra pugni alzati anacronistici e battute grevi di una lucidità fastidiosa.
Musica come si deve. Musica come ancora si può. Uomini su travi di legno a vista, giusto qualche tappeto qua e là per non scivolare, luci da complessino di quart'ordine a incorniciare un cantautore. Un paroliere circondato da musicisti che sanno fare il loro lavoro, un uomo che ha detto tanto in tanti anni di "lavoro" (la mia mamma mi chiede sempre dove vado la sera; e io "a lavorare, a cantare"; e lei "ma tu non sai cantare") e che ha cantato due pezzi inediti efficaci ma dal sapore stantìo.
Tra battute sulla Bologna e la Milano che furono (ma lo dico per voi, io ormai li ho già vissuti e mi va bene così) e pubblico gioiosamente seduto senza spinte e senza drammi e con gioia a occupare tutta la superficie disponibile (no, niente "pogate" questa sera) del palazzetto, lo spettacolo si snoda tra canzoni e parole in libertà sull'attuale con un occhio al passato rimpianto (e a uno spettatore che gli urla Canta! risponde "Sciagurato. Non sai la differenza tra un cantautore e un juke box?).
Il basso rialzato e vicino alla batteria, la vecchia sezione ritmica; un chitarrista versatile tra classica, acustica e elettr... Fender; strumenti a fiato che spuntavano dalle mani di tastieristi e percussionisti; un Vince Tempera alla pianolina elettrica quando avrebbe potutto pretendere un pianoforte a super-coda.
E musica. Tanta musica: note strumentali e parole per sognare. Musica per più di 20.000 orecchie. Grazie Francesco.
by Limo
Ieri sera, complice un viaggio in auto rilassante, mi sono ascoltato una delle n-mila compilation con i successi di Lucio Battisti.
Sarà che di Lucio si sentono sempre quelle 4-canzoni-4 cantate con la chitarra o in spettacoli televisivi scadenti rivisitate da qualche mostro sacro delle tubo catodico italico, ma sono rimasto stupito.
Gli arrangiamenti sono notevoli, sempre, mai banali o scontati. E la voce è usata in tutte le sue possibilità: non credo che Battisti sia stato un virtuoso della voce, ma almeno non ha usato un tono monocorde (Ligabue? Baustelle? Giuliano Palma?) per tutti i suoi pezzi.
by Limo
Non avevamo problemi di Auditel ... eppure le cose funzionavano bene.*
Bravo Pippo, che bello quando nessuno badava a quello che il pubblico davvero voleva... Anche i politici la pensavano così prima di Mani Pulite!
E se oggi è il Grande Fratello che tutti (me compreso) criticano e (me escluso) guardano, non è che Nilla Pizzi & Co. avessero questa grande qualità che la patina del tempo gli attribusce. Un po' di umiltà non guasterebbe a nessuno.
by Limo
Se Jovanotti fosse stato un cantautore italiano qualsiasi, cioè dedito al pessimismo e al fatto che una canzone triste e pessimista "tira" molto di più di una canzone che porta una ventata di ottimismo nell'affrontare la vita, avrebbe scritto così (invece di così):
Io lo so che sono solo anche se non sembro solo