Rimbocchiamoci le maniche!

L'altro giorno sentivo Maroni che parlava di lavoro e contratti e co.co.co. e quelle cose lì. E una cosa giusta l'ha detta.

Tutti si affannano a rincorrere e a promettere il contratto a tempo indeterminato ad ogni costo, lavoratori e candidati, quando un'azienda medio-piccola, cioè la maggioranza in Italia, possono chiudere da un giorno all'altro. A che serve essere assunti a tempo indeterminato?

Dai dai, rimbocchiamoci le maniche e smettiamola di lamentarci!

Firmato
un lavoratore precario (cioè io)

3 Responses
  1. DDz Says:

    Medio.

    Ad ogni flessibilità corrisponde una maggiore garanzia di reinserzione. Il "modello nordico" tanto lodato prevede estrema flessibilità in cambio di salari piu alti e un sistema di formazione permanente che permette di riqualificare il lavoratore tutto lungo della sua carriera (e inoltre siamo in situazione di piena occupazione e di assenza totale di lavoro nero)

    Io non sono un esperto, ma penso che tra i politici compiacenti, gli imprenditori bucanieri, e i sindacalisti massimalisti del tutto o niente gli avvenimenti hanno sorpassato il quadro giuridico: il sistema non va e la realtà ha trovato una scappatoia: come al solito è il lavoratore che ne fa le spese.. La flessibilità in cambio di un salario da fame.

    La storia di Alitalia penso sia un buon esempio, no?


  2. Limo Says:

    Vero, io parlavo della realtà. La realtà è che un'azienda medio-piccola, che rappresenta il tessuto produttivo (primario, secondiario e terziario) di buona parte del sistema industriale italiano, può chiudere dall'oggi al domani.

    Così che i lavoratori siano poco tutelati comunque: se l'azienda chiude, avere un contratto a tempo indeterminato, a progetto o a tempo determinato cambia poco, no?


  3. DDz Says:

    Sicuramente esistono molte realtà differenti, ma la mia idea è che di questi padroni poveri che dici tu "che possono chiudere dall'oggi al domani" ce ne siano davvero molto pochi. Non vorrei scadere nel demagogico, ma se vendono una BMW pagano un operaio per un anno... Ho come l'impressione che una certa propaganda ci dia a bere che nella maggior parte dei casi l'evasione, per esempio, sia quasi "subita" dal datore di lavoro, quando invece a me sembra che ome al solito il principio sia: qualsiasi utile io faccia non è abbastanza: occorre farne ancora di piu. La "flessibilità" che è la vernice luccicante del precariato è là per dire che "faccio io soldi, ma ne voglio ancora di piu". e' sempre la solita storia: oggigiorno gli imprenditori vogliono fare i soldi, ma senza correre alcun rischio, i rischi li corrono solo i lavoratori dipendenti.. Ma che mondo è questo?

    Poi ti posso dire, vada per questa mitica "flessibilità" (che diventa tale, in una situazione dove il tempo di trovare un nuovo lavoro diviene ridottissimo) ma solo in cambio di piu garanzie (accompagnamento formativo, garanzie salariali e sostegno finanziario).

    Ancora una volta la verità non è che la cperta sia troppo corta, è che chi si è presa la maggior parte (imprenditori) ne vuole ancora di piu.