Analisi del testo: "Nel blu dipinto di blu (Volare)"


Studiando "Lettere" all'università, sono alle prese quasi quotidianamente con le (alle volte (o molto spesso?) assurde) analisi cui si sottopongono i testi letterari, ma in special modo le poesie. Oggi che si vogliono considerare "lirica" anche le canzonette (termine con il quale si designa comunemente la musica leggera), mi pare giusto applicare una sorta di contrappasso ai loro testi, cioé sottoporli alle torture dell'analisi puntuale e precisa di ogni verso.
Per fare un esempio dantesco un'analisi "superficiale" dice che "il viaggio di Dante inizia la sera del 25.03.1300 e l'attraversamento dell'inferno dura 3 giorni...". So che il caso dantesco è particolare e che il poema Divina Commedia è didascalico e costruito (abbastanza) rigorosamente per quel che riguarda i movimenti nello spazio-tempo, però un'analisi del genere non è impossibile vederla degenerare in mille rivoli superflui...


La prima canzone che mi è venuta in mente è "Nel blu dipinto di blu (Volare)", portata al successo da Domenico Modugno e Jonny Dorelli al Festival di San Remo del 1958.
A prima vista (anzi, a un primo ascolto) è una canzone bellissima ed emozionante, ma il testo è quantomeno bizzarro...

Penso che un sogno così non ritorni mai più
Primo verso indiscutibile: la parola sogno è ingiudicabile, perfetta e confusionaria il tanto che serve per non farci capire di quello di cui si parla, ma non priva di fascino.

mi dipingevo le mani e la faccia di blu
Qui inizia qualche problemino: o sei un puffo che deve andare a un ballo e deve truccarsi; o sei un puffo che è stato troppo sotto il sole e si è scottato; o sei un puffo che è stato mesi in ospedale (ma avevano l'ospedale i puffi?) e ha un colorito pallido... insomma se sei un puffo va bene colorarti di blu, altrimenti sei un po' tocco. Ah, già! Sei sempre in un sogno! E in un sogno tutto è permesso...

poi d'improvviso venivo dal vento rapito
Qui mi si apre una piccola questione: sei stato rapito all'improvviso perché ti sei dipinto di blu (e quindi il Cielo in persona ha pensato: "Questo mi adora, facciamogli fare un giro") o ti sei dipinto di blu perché sapevi che saresti stato rapito (in fondo in un sogno siamo noi a decidere (in qualche modo oscuro) quello che ci succederà, no?)? Per la seconda ipotesi perde valore la parola improvviso, quindi propenderei per la prima. Resta il fatto che sei pazzo a dipingerti di blu come un puffo.

e incominciavo a volare nel cielo infinito
Volare, cielo e infinito sono un trittico di termini inviolabili per la lirica. Sarebbe come avere l'attacco del Brasile titolare (Ronaldo, Ronaldinho, Adriano e Kaka) e volerli criticare. Si potrebbe criticare il mio paragone, ma allora non la finiamo più... Teniamo però ben presente che inizia a volare (sebbene si possa dire più correttamente che si fa trasportare dal vento, non è lui a volare; però si dice "ho volato in aereo" e quindi lasciamo il volare che darà poi il sottotitolo alla canzone) nel "cielo" .

Prima strofa degnamente conclusa tranne pochi svarioni (non ce l'ho con i puffi, sia chiaro!) con 4 versi di 6+8 sillabe (tranne il primo che però forse attacca in levare...) con rime con schema aabb. Ma passiamo al ritornello.

Volare oh, oh
Cantare oh, oh
Qualche appunto qui si può muovere. Il primo fatto da appuntare (ho avitato l'appunto da appuntare?) è squisitamente letterario: le rime in -are sono sconsigliate, anzi rappresentano una sconfitta per il poeta che, non sapendo dove andare a parare, si rifugia in rime costruite con le desinenze dei verbi. Il secondo appunto da fare (che inversione di termini ragazzi!) riguarda la semantica: non è mai stato detto che stava cantando. Si può presumere che lo facesse, ma non è mai stato confermato. Inoltre qualunque persona che "cantasse" descrivendo le azioni che sta compiendo verrebbe considerata per lo meno un po' alterata: "mi sto alzandooo...", "ora vado in bagno a scaricarmiii...", "mi preparo il caffééé", aggiungendo degli oh, oh, oh, oh babbonatalizi a piacere
e via di questo passo... (o di questo "pazzo" ma è un gioco di parole troppo forte, no?). Non credete? In definitiva, malgrado sia l'inizio del ritornello (che dev'essere bello, deve fare cantare, come fa fare Fiorello; e deve vender tanti dischi possibilimente doppi, Charlie & The Cats) trovo siano i versi meno belli fino ad ora incontrati.

Nel blu dipinto di blu
Qui forse è colpa mia, ma ho sempre inteso che il dipinto di blu fosse il cielo; per esempio quando sia dice: "Com'è verde questo prato!", che ovviamente è sottinteso che sia verde, ma appare molto verde. quindi intendevo: "Accidenti, questo cielo è proprio blu, quasi come se fosse dipinto!" (e il Cielo si bullava con gli amici di essere così blu). Invece il senso corretto è probabilmente: volo nel blu (del cielo) io che mi sono (come un puffo malato) dipinto di blu. Segnaliamo la rima interna blu-blu.

Felice di stare lassù
Caspita, e chi non sarebbe felice di farsi un giretto in cielo sospinto dal vento (improvviso e spero quindi non da dietro, altrimenti qualcuno (io in primis) si spaventa)?

E volavo, volavo felice più in alto del Sole ed ancora più su
Ho capito che sei felice, l'hai detto poche lettere fa! E basta con questo finale in -ù (blu, lassù, più, su... mi viene la nausea da altitudine incontrollabile)! Però qua mi sorge un piccolo dubbio di natura fisica: volare più "in alto" del Sole già non vuol dire nulla in termini astronomici (almeno credo), ma poi dubito che il cielo sia ancora blu nello spazio in cui ti trovi (spazio inteso in senso "fuori dall'atmosfera") perché se sei oltre il Sole tempo sarai immerso nella notte più scura (e inoltre sei dipinto di blu!).

Mentre il mondo pian piano spariva lontano laggiù
Basta con queste -ù! E poi contrapporre laggiù a lassù è anche un po' banale, non trovate? Ma la cosa che più mi induce in errore è quel pian piano. Sei scaraventato da venti (prima terrestri e poi spaziali, ma non hai accennato alla differenza) oltre il Sole, quindi un 150 milioni di km (almeno) lontano in poco tempo: sei praticamente un meteorite infuocato (ma sempre blu, mi raccomando) lanciato come un proiettile a una velocità incredibile e mi dici pian piano? Allora sei pazzo veramente (altrimenti non si spiega perché ti sei dipinto di blu).

Una musica dolce suonava soltanto per me
Questa della musica è un'altra bagginata: sei un meteorite infuocato (blu, mi preme di ricordarlo) lanciato a velocità siderale al di fuori dell'atmosfera terrestre e senti una musica dolce (da quando si propaga nello spazio, cioé nel vuoto, la musica?)? Ritorno alla conclusione che sei pazzo e hai le visioni (altrimenti non ti saresti dipinto di blu e fatto infiocchettare da dietro dal vento). Oppure, ma qui il dubbio è terribile, siamo di fronte a un "Sesto senso" ante-litteram e sei morto: la tua anima sta raggiungendo il Paradiso (che non si sa dove si trovi, quindi potrebbe benissimo essere nel quadrante Delta) e quindi sei (giustamente) felice. Ti gireranno un po' arrivarci con le mani e la faccia dipinte di blu perché sembrerai un pazzo (ma allora quelli che arrivano distrutti dopo un incidente stradale? Consolati!) e soprattutto sporcherai tutti i mobili e le porte bianche... 'ché in Paradiso saranno per forza tutti candidi e immacolati, no?


Per ora chiudo qui, ma la seconda strofa non è da meno. Anche lì sono raccolte delle evidenti improprietà e delle pazzie irrisolte. Magari qualcuno mi fornisce un aiuto per chiudere l'analisi...

Tutto questo non toglie che questa canzone sia molto orecchiabile e, a suo modo e a suo tempo, anche emozionante. E in questo sta la vera essenza della poesia: comunicare ed emozionare l'ascoltatore (o il lettore).




2 Responses
  1. Isabella Says:

    Analisi impeccabile. Non fosse che, come l'autore esplicita nel primissimo verso, ci troviamo in un sogno: quindi le osservazioni "scientifiche" circa l'impossibilità di volare oltre il sole o di sentire una melodia nello spazio aperto non sono appropriate. ;)
    Inoltre, hai dimenticato un'opzione: lo sventurato si dipinge di blu per poter partecipare alla sfilata di Carnevale in qualità, ovviamente, di puffo.


  2. Sara Says:

    ma ad un certo punto il testo dice, riferendosi al momento del risveglio:

    Ma io continuo a sognare negli occhi tuoi belli
    che sono blu come un cielo trapunto di stelle...

    Il povero puffo, era solo innamorato. E non osando confessare il suo onirico viaggio negli occhi di lei, la prende alla larga...e cela i suoi impulsi tirando in ballo il cosmo. In realtà non si è mai spostato di un centimetro.. da Puffetta!