Libri & Banalità

Ci sono alcuni libri che, durante l'adolescenza, non è possibile evitare di leggere. Chi li scavalca è una persona o che non è interessata alla lettura in genere, oppure l'anticonformista che non vuole adeguarsi al gusto comune. Difficilmente mi definirei un anticonformista, anzi, sono proprio lontano dal modello leoncavallino-arrabbiato-semprecontro. Però in fatto di libri ho sempre cercato di evitare di cadere nella trappola del best-seller o del must generazionale: facendo così mi sono perso alcune volte delle piccole soddisfazioni che ho recuperato solo più tardi (faccio l'esempio di Jack Frusciante è uscito dal gruppo che per anni ho scansato per poi accorgermi che era un discreto e piacevole racconto).

In questi giorni ho recuperato quindi due libretti che potevo aver accantonato per errore... beh, in questi casi, avevo ragione io.

Il primo è il fantomatico Il giovane Holden, romanzo di culto per molti ragazzi. L'ho letto e l'ho trovato assolutamente inutile, senza alcuno spunto di riflessione e senza eroi positivi e/o negativi che mi spingessero ad approvare qualcosa di questa lettura. Morale: qualche ora buttata via che potevo utilizzare meglio.

Il secondo è l'ancor più (per me) misterioso Lettera a un bambino mai nato, della guerrafondaia toscana Fallaci (ma se sei fallac...e, perché ti ostini a dare giudizi e sentenze sul mondo che ti circonda?). Anche questo smilzo libretto è passato per le mani di molti amici (ma soprattutto amiche) che ne sono rimasti estasiati/e tanto da rileggerlo più volte e consigliarlo ai conoscenti come regalo o lettura piacevole. Ne ho iniziato proprio oggi la lettura e, a pagina, 12 ho trovato queste due perle... di banalità:

... Vorrei che tu fossi una donna. ... Lo so: il nostro è un mondo fabbricato dagli uomini per gli uomini, la loro dittatura è così antica che si estende persino al linguaggio. Si dice uomo per dire uomo e donna, si dice bambino per dire bambino e bambina, si dice figlio per dire figlio e figlia, si dice omicidio (il fatto che sia di genere maschile che c'entra? Allora è dittatura delle donne se il luogo in cui vivo si chiama casa, dimora, abitazione, tutti sostantivi femminili sia che ci viva un uomo sia che ci viva una donna?) per indicar l'assassinio di un uomo e di una donna. ...

... Ma se nascerai uomo io sarò contenta lo stesso. E forse di più perché ti saranno risparmiate tante umiliazioni, tante servitù, tanti abusi. Se nascerai uomo, ad esempio, non dovrai temere d'essere violentato nel buio di una strada (magari ti accoltellano per rapinarti, però che fortuna! non ti violentano!). Non dovrai servirti di un bel viso per essere accettato al primo sguardo, di un bel corpo per nascondere la tua intelligenza (o per usarla come surrogato di essa? mai venuto in mente che può essere anche un vantaggio?). Non subirai giudizi malvagi quando dormirai con chi ti piace, non ti sentirai dire che il peccato nacque il giorno in cui cogliesti una mela. Faticherai molto meno. ...

Dopo aver letto questi due estratti farciti di luoghi comuni che neanche Studio Aperto li approverebbe per un servizio sulle Veline, ho appoggiato il libro sul tavolo: avrò mai la forza di continuarne la lettura? Ma soprattutto, varrà la pena di farlo?
8 Responses
  1. Isabella Says:

    Beh, è innegabile che in questo mondo la vita per un uomo è molto più semplice... e soprattutto non minimizzerei, come hai fatto, l'essere vittima di una violenza sessuale. Non è detto che faccia meno male di una coltellata.

    E comunque, "omicidio" non viene citato in quanto di genere maschile, ma in quanto forma comune per assassinio di uomo e assassinio di donna (che potrebbe essere reso con "donnicidio"). ;)


  2. Limo Says:

    Non minimizzo la vilenza sessuale, ma il fatto che una donna possa essere vittima di una violenza di un certo tipo mentre un uomo di un altro tipo, egualmente grave sia fisicamente che moralmente. Quindi nessuna facilitazione...

    Azz, è vero, ho preso una cantonata tremenda. Non avevo calcolato il prefisso. Lascio invariato il post a mia eterna infamia...


  3. velenero Says:

    A me la fallaci stava sui coglioni ancor prima di diventare guerrafondaia... :)

    Holden non è malaccio... è che forse l'hai letto fuori tempo massimo...

    è un po' come Banana Yoshimoto: leggere i suoi libri durante l'adolescenza è un'esperienza appagande... poi li rileggi "da grande" e pensi: "Ma che porcherie mi piacevano quand'ero ragazzino?"


  4. Limo Says:

    È proprio il fatto che abbiano un "tempo massimo" che mi lascia perplesso... forse non sono libri così indispensabili.


  5. Davide (sturm und drang) Says:

    Tocca a me spezzar(vi sulla testa) diverse lance a favore di Salinger, per cui eccovi una serie di ovvietà.

    Quello che fa de il giovane Holden un gran libro è la sua anagrafe. 1951. Il libro non racconta niente di niente (o poco di poco) ma per me, che vedo solo le cose ovvie, il succo del raccontino è nella tecnica di scrittura (ok l'ho letto in italiano, ma dovrebbe corrispondere). Ok, adesso scrivono tutti in quel modo, ma nel 50 fa davvero specie.. Quanto abbiamo dovuto aspettare da queste parti per avere un romanzo reso con quel linguaggio? Jack frusciante (che penso sia - a mia conoscienza - il primo che porti un'innovazione da questo punto di vista)è degli anni '90 e 40 anni sono tantini. Non mi addentro poi nell'importanza di cio' che si legge tra le righe del romanzo: una società tremendamente moderna (per cui un libro come Holden possa ritenersi vendibile) e complessa., per cui vale la pena di leggerlo anche solo per quello che ci puo' dire "sociologicamente".

    Ragione "sociologica" per cui penso di poter dire che la la Yoshimoto sia una buona scrittrice, e abbia fatto (accanto ad alcune croste, devo ammetterlo) delle ottime novelle/racconti brevi (il lungo l'ha nsperimentato, ma con risultati secondo me non esaltanti). Se è vero che la yoshimoto si ispiri alla letteratura "per adolescenti", penso che se la cavi bene anche nei confronti dei "mostri" del '900 giapponese (quelli che conosco) da Mishima a Tanizaki. Ovvio che se cercate qualcosa di "normale" è meglio rivolgersi altrove, ma anche in qeuesto caso il bello è leggere tra le righe un sistema di valori, un sistema di rapporti umani e sociali e in generale una weltanschaung totalmente diversa dalla nostra.

    Per quanto riguarda la fallaci ho avuto l'occasione di leggere solamente "Insciallah" e l'ho trovato ottimo: stile, struttura, e contenuto. Tra l'altro molto attuale, visto che parla di Beirut.

    Per punizione, sarete condannati a leggervi questi due romanzi estivi, fuori tempo massimo:

    David Eggers - l'Opera struggentre di un formidabile genio

    Haruki Murakami - Norwegian wood. Tokyo Blues

    Guarda caso la recensione di BOL lo paragona al giovane Holden.. Mi sono tradito: sono un patetico nostalgico del romanzo di formazione.

    'notte.


  6. Limo Says:

    Holden ha dalla sua l'anagrafe, non c'è dubbio, ma non venirmi a dire che le milioni di copie vendute sono dovute a questo! Allora De Carlo (che letteralmente adoro) in Italia quanto dovrebbe vendere?

    In Italia abbiamo avuto delle belle sperimentazioni fin dagli anni 60/70. Che poi, come troppo spesso, l'abbia avuta vinta il "modello americano" anche in questo campo, non ci piove.

    Eppure continuo a pensare che al di là dell'estetismo sintattico di Salinger non ci sia altro, mentre De Carlo approfondisce e utilizza punti di vista spiazzanti e discordanti all'interno della stessa frase, all'interno di una stessa pagina. De-frammenta il tempo e lo spazio e le sensazioni in maniera magnifica.

    La Banana l'ho saltata a pie' pari. E così anche Coelo. E così anche la Allende. Non ce la faccio...

    Accolgo le tue segnalazioni (anche se... BOL... attento che è della galassia berlusconiana!), anche se fuori tempo massimo. Consigliatissimo, forse uno dei miei 5 libri preferiti (che meriterà un post) è: Lo Zen e l'arte della manutenzione della motocicletta: unisce poesia, filosofia, prospettive, tecnica narrativa, motociclette (!), vita on the road, meccanica. Insomma, decisamente un ca-po-la-vo-ro!


  7. Davide de Sanctis Says:

    Ovviamente ho già letto il libro di Pirsig (si chiama cosi no?)

    Comunque ripeto: de Carlo ha scritto due di due nell'85, penso che non ci sia paragone.. Non che de Carlo non sia un ottimo scrittore, ma Salinger era in anticipoo (troppo avanti) di decine di anni, e penso sia per questo che continui ad essere letto: lo stile è "fresco" (forse con una leggera polvere posata sopra, come se fosse stato scritto "qualche anno prima", non mezzo secolo), la storia scorre via ed è godibile...

    Per quanto riguarda i 3 autori di cui scrivi penso che non potevi citare esempi più differenti l'uno dall'altro: Coelo scrive "romanzi new-age del cazzo, e noi qui i romanbnzi new age del cazzo non li teniamo" (citazione), tipo minchiate di automotivazione per farti credere che anche se oggi lavori in un fastfood, un giorno non troppo lontano, mettendo a frutto i dodici magici insegnamenti racchiusi nel testo, potrai divenire presidente degli Stati Uniti, e che non conta cosa fai (cuocere dei panini del cazzo, vestito come un pirla e pagato come uno schiavo) ma come lo fai (rapido, sorridente, senza versarti la maionese sulla camicia: "la Felicità è fatta di piccole cose"..). Banana scrive romanzi intimisti, non ndiverrai president of the U.s.a., magari comincerai solo a travestirti e a rovistare la spazzatura sotto casa cercando i resti del cibo della tua vicina... La Allende è semplicemente un Marquez in miniatura, che pertanto non scrive capolavori, ma solo buoni romanzi.

    Penso che di Banana occorra leggere l'opera prima (i tre racconti raccolti in "Kitchen") Tsugumi, e N.P. Tutti editi da Monsieur feltrinelli, a 10 euri l'uno. Non all'altezza di Murakami,ma davvero piacevoli e illuminanti su un modo gradevole, intelligente e "in punta di piedi" di fare letteratura "pop".

    Scusa per BOL mz sono "casaeditorialmente" scettico e poi, non è sempre detto che sia male ;)

    http://www.bol.it/libri/scheda/ea978887285417.html


  8. Limo Says:

    Ho citato i 3 "pesi massimi" delle librerie che non ce la farei mai a leggere: intimisti, pseudo-new-age o finto-sapore-di-rivoluzione-sudamericana non importa.

    Citazione da Santa Maradona (non cerco conferma in Google ma dovrei esserci)?