Svarioni giornalistici


Questa è possibile chiamarla solo "disinformazione": non c'è paragrafo di questo articolo, che riguarda il virus "Kamasutra", stampato oggi sul quotidiano gratuito LEGGO di Milano che non contenga inesattezze. Vediamo quali.

So per esperienza personale quanto sia difficile fare giornalismo: si è a contatto con realtà e argomenti che si conoscono

Iniziamo:

Non è stato un attacco di hacker, ma un “contagio” avvenuto probabilmente attraverso la posta elettronica a mettere in ginocchio due settimane fa il sistema informatico del Comune di Milano. → poche storie, il contagio da questo virus si prende solo ed esclusivamente via e-mail. Ma non aprendo per sbaglio una mail dal soggetto dubbio (magari ti arriva qualcosa che inganna e la si apre lo stesso), bensì, aprendo un allegato che si chiama "Kamasutra": quindi chiunque l'abbia fatto, oltre ad essere (informaticamente parlando) uno stupido, è anche una persona che si aspetta soddisfazione sessuale attraverso lo schermo di un computer. Quindi doppiamente stupido! E poi il virus è stato segnalato in tutto il mondo, che c'entra un attacco mirato al Comune di Milano?

Questo il bilancio del virus che ha paralizzato i servizi di anagrafe e dio [non è errore mio di battitura, ma refuso di stampa] molti uffici pubblici del Comune. La conferma arriva dall’assessore ai Servizi civici Giancarlo Martella, al termine della verifica di tutte le macchine collegate ai server di Palazzo Marino. → qui la precisazione non è informatica ma linguistica. Questo non è un bilancio! Quindi se la polizia scopre chi ha commesso un omicidio (non accade solo nei telefilm americani) cosa fa? Fa un bilancio dell'accaduto? Andiamo... ma cos'è un "assessore ai servizi civici"? Il Comune non è un distributore di servizi civici? E che altro fa un Comune?


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In totale – ha spiegato l’assessore – sono stati 350 i pc infettati dal virus cosiddetto “Kamasutra” prima e da quello dello “Skybot” [non è errore mio di battitura, ma refuso di stampa... o di conoscenza] poi, e di questi una cinquantina rimangono da bonificare. Operazione che contiamo di terminare entro una settimana». → I computer che sono stati contagiati dal virus, se hanno accesso a una rete con privilegi di scrittura, contagiano automaticamente tutta la rete. Quindi i famosi 350 pc sono... tutta la rete, quindi tutti icomputer. Non esistono pc "non in rete", altrimenti come si possono dare informazioni ai cittadini? Lo "Skybot" citato nell'articolo... non esiste! Si chiama "Spybot" (ma perché parli se non sai le cose?), e non è un virus, ma un anti-spyware (Uno spyware è, in parole semplici, un tipo di software che raccoglie informazioni riguardanti l'attività online di un utente (siti visitati, acquisti eseguiti in rete etc) senza il suo consenso, trasmettendole tramite Internet ad un'organizzazione che le utilizzerà per trarne profitto). Quindi il famigerato "Spybot" è da annoverare tra i buoni e non tra i cattivi. Ci vogliono tre settimane per sistemare 350 computer? Lo fate nei tempi morti tra un caffé e l'altro?

Infine una smentita rispetto a chi sosteneva che l’antivirus di Kamasutra fosse già disponibile da tempo in rete. «Non è vero – afferma Martella -: il baco è stato scoperto nel mondo solo il 17 gennaio e il giorno dopo l’antivirus era già installato in tutti i pc del Comune. Purtroppo alcune macchine nel frattempo erano già state messe fuori uso». → Non esiste un antivirus per Kamasutra, bensì si può aggiornare l'antivirus che ciascuno di noi ha già installato (se non l'avesse, o non usa Windows oppure è un temerario) per coprirsi dal pericolo. L'aspetto più divertente di tutta questa situazione è che questo virus era poco pericoloso, non tanto per ciò che metteva in moto (ovvero cancellare tutti i files di Office (Word, Excel, etc...)) ma per il fatto che la sua azione fosse a tempo. Non agiva subito appena infettato, ma soltanto il 3 febbraio. Essendo stato individuato a metà gennaio, ha lasciato tutto il tempo ai malcapitati infettati diproteggersi e liberarsi dall'infezione. E qui smentisco la seconda parte dell'affermazione. Erano disponibili fin dal giorno della sua scoperta, dei piccoli applicativi che, in maniera completamente gratuita, permettevano di scoprire se la propria macchina era infettata e di rimuovere completamente il virus con un solo click. Quindi se il solerte Martella è davvero sicuro che l'antivirus era già installato... probabilmente non sa nemmeno di cosa parla. Oppure è in malafede e vuole coprire a tutti i costi le inefficienze dell'amministrazione da lui presieduta.

Questa spulciata critica all'articolo dimostra, ancora una volta, che i giornalisti ci prendono per i fondelli. Purtroppo quando leggiamo di argomenti di cui non conosciamo nulla, è facile farci "infinocchiare" da due paroloni di cui non conosciamo con esattezza il significato. Ma, chissà come mai, quando leggiamo un articolo su argomenti a noi familiari, ci rendiamo subito conto dell'inadeguatezza del giornalista. Come regolarsi? Acquistando (o per lo meno prestando fede) solo a riviste di settore. Non c'è alternativa.


1 Response
  1. lele Says:

    FYI

    http://www.attivazione.org/wp/?p=103